Web e social media: e se non avessimo niente da dire?

Web e social media: e se non avessimo niente da dire?

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Willwoosh è uno youtuber. Inizia a postare video nell’ormai lontano 2009 e da allora intraprende un percorso che lo porta lontano. L’hobby di caricare video su YouTube, negli anni, diventa un lavoro e consegna a Willwoosh tanta popolarità.

Guglielmo Scilla – questo il vero nome dello youtuber – entra poi anche nel mondo della radio, del cinema e della letteratura, rivelandosi una risorsa eclettica e vulcanica. Ma anche i vulcani più attivi possono concedersi qualche periodo di riposo, ed è quello che Willwoosh ha fatto, quantomeno sul web. Il 31 ottobre 2013 Guglielmo pubblica l’ultimo video prima di una pausa destinata a durare quasi due anni.

Due anni di silenzio sul web possono sembrare un’era geologica, soprattutto se sei un web idol. Non importa quante altre cose tu possa aver fatto a webcam spenta: se sei uno youtuber e per due anni non pubblichi video, sei scomparso in un buco nero. E’ quello che devono aver pensato molti follower di Willwoosh, come spiega lui stesso in un video pubblicato l’11 settembre 2015.

Il video si intitola Che fine ha fatto Willwoosh. e svela, tra le altre cose, le ragioni dell’allontanamento dal mondo di YouTube.

Io ho sempre fatto video perché mi andava. […] Ho iniziato solamente per la passione di farlo. Cos’è successo? Che a un certo punto questa passione è come se fosse stata all’improvviso risucchiata. Banalmente, non avevo niente da dire.

Non voglio fare qui un’analisi della “fenomenologia Willwoosh” né chiedermi se questo video possa sancire il ritorno definitivo del ragazzo nel mondo di YouTube. Voglio però fare una riflessione su quanto pericoloso sia, sul web, il silenzio.

Per uno youtuber, certamente, non avere niente da dire è un bel problema. Allontanarsi per qualche anno dalla scena dei social media può significare perdere tanti follower e una parte di quella popolarità, una parte di quel carisma coltivato con cura e pazienza in tanti anni di video e interazioni. In due anni, poi, cambiano molte cose nel vorticoso universo dei social network e il ritorno è sempre un grosso punto interrogativo.

Come emerge anche nel recente video pubblicato da Willwoosh, molti follower hanno considerato l’improvviso silenzio come un torto, quasi un’offesa personale del web idol nei confronti dei suoi fan. Perché nutriamo aspettative così alte e siamo così esigenti nei confronti delle celebrità del web? Non siamo forse più indulgenti nei confronti di cantanti, registi, scrittori che tra un’opera e l’altra si prendono anni di meritato riposo?

Ovviamente la risposta a questa domanda, un po’ retorica, è insita nella natura del mezzo stesso: il web è vorace, è veloce, è impaziente. Il web è il regno del tutto e subito, dove la nostra pazienza si misura in clic e non in ore. Come dimostra il successo di molte app di live streaming, ci aspettiamo grandi show sul web e li pretendiamo seduta stante. Aspettare qualche mese per il prossimo video di uno youtuber? Non se ne parla! Tra qualche giorno – tra qualche clic – avremo già trovato nuovi canali da seguire.

Periscope views

Su Periscope sembra che tutti abbiano molto da dire. Ma basta qualche minuto di navigazione sulla app per scoprire che i contenuti di qualità non sono poi così tanti. Il peggio che possa capitare su Periscope è forse un utente annoiato che sbadiglia davanti alla telecamera, in attesa che qualcuno gli domandi qualcosa.

Non avere niente da dire è di certo inammissibile anche per quei brand che intendono portare sul web le proprie strategie di comunicazione. I mercati sono conversazioni e le conversazioni si stanno spostando, sempre più spesso, online. Per un brand, non avere niente da dire significa non prendere parte alle conversazioni con clienti e potenziali clienti, significa quindi scivolare fuori dai mercati.

E per noi comuni mortali? Se non sono un brand né tanto meno una star del web, se sono solo uno dei tanti utenti di Facebook e di Twitter, allora mi si perdonerà forse un po’ di silenzio? Non è detto.
Ricordo di aver rimproverato spesso, seppur scherzando, un caro amico i cui account social sonnecchiano un po’. Pochissimi post su Facebook, pochissimi commenti e interazioni digitali ai minimi storici. Spesso, sbuffando e ridacchiando, l’ho incitato ad un utilizzo più attivo dei social.
Pensandoci adesso, è veramente una cosa senza senso, considerando quanto frequentemente lui ed io ci vediamo di persona.

Siamo forse arrivati al punto in cui le interazioni live non ci bastano più. Non ci bastano più le lunghe chiacchierate faccia a faccia e le serate trascorse insieme: vogliamo anche le interazioni su Facebook, vogliamo i like e i commenti. E li vogliamo subito, poco importa se in questo momento l’altra persona non abbia un granché da dire online.

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Mi riprometto pubblicamente di essere più indulgente nei confronti dei social-silenziosi e di non lasciarmi prendere dall’ansia se per qualche tempo il mio account Twitter cinguetta poco. E faccio i miei auguri a Willwoosh per il suo coraggioso ritorno su YouTube.

One Comment

  • Cinzia scrive:

    Capisco benissimo che i fan di Willwoosh si siano sentiti traditi. A mio modo di vedere questo però dimostra l’intelligenza di Guglielmo. Ci sono già tante cazzate inutili che circolano nel web, perché contribuire a ingolfarlo con altra spazzatura? Gli youtuber e i blogger non sono macchine, sono persone in evoluzione. Se uno scompare per un po’ è possibile che poi torni ancora più ricco di contenuti, magari per nuovo target. Viva Scilla.

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