Gli uomini e la “roba da donne”

Gli uomini e la “roba da donne”

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Questa è roba da donne.

Quante volte ci sarà capitato di sentire questa frase? Troppe, sicuramente troppe. L’affermazione è già odiosa di per sé; a renderla ancora più insopportabile, quell’atteggiamento di machismo e maschilismo che spesso l’accompagna.

Viviamo in una società in cui è ancora forte il pregiudizio di genere e in cui alcune etichette e alcuni luoghi comuni sono duri a morire. Per molte persone, ad esempio, occuparsi della casa è ancora una roba per sole donne. Per altri ancora, non sei un vero uomo se ti occupi di giardinaggio. E così via. Per riflettere su quanto forti siano ancora gli stereotipi di genere, basti pensare al mondo dell’infanzia e ai giocattoli per bambini: bambole e passeggini sono solo per femminucce; macchinine, robot e trenini sono solo per maschietti (a riguardo vi consiglio la lettura di questo post della nostra Alessia).

kinder eggs

Sugli stereotipi di genere si potrebbero dire tante cose e se ne potrebbe parlare a lungo. La cosa che preferisco raccontare, oggi, è che gli stereotipi di genere non sono indistruttibili. Sono sicuramente duri a morire, ma non vivranno in eterno. La società ha già dato prova di potersi evolvere, il mondo è già stato teatro di tanti cambiamenti sociali. Quindi perché non sperare in un domani con meno stereotipi di genere?

Ecco allora una buona notizia, per cominciare a sentirsi tutti un po’ più ottimisti. Nel mondo dello sport, il nuoto sincronizzato non è più solo una roba da donne. Per la prima volta nella storia di questo sport nato agli inizi del ‘900, anche gli uomini posso cimentarsi nelle spettacolari peripezie acquatiche riservate, fino ad ora, solo alle donne. E così nei Mondiali di nuoto 2015 i riflettori sono puntati sul duo misto di nuoto sincronizzato.

Sono solo sei le coppie miste iscritte quest’anno, ma è pur sempre un buon inizio e le cose, c’è da scommetterci, cambieranno in fretta una volta che il mondo del nuoto avrà familiarizzato con l’importante novità. Anche l’Italia sfoggia il suo duo misto, composto da Manila Flamini e Giorgio Minisini. Quest’ultimo non nasconde l’entusiasmo e l’emozione e racconta:

E’ un’emozione incredibile, sto realizzando che è tutto vero. Per ora si era solo parlato dei Mondiali ma finché non sei qui non ti rendi conto dell’imponenza di questa piscina. E’ tutto vero. Battiamo i pregiudizi!

Manila Flamini e Giorgio Minisini

Manila Flamini e Giorgio Minisini conquistano la medaglia di bronzo ai Mondiali 2015.
Al primo posto gli USA, al secondo la Russia.

Ma abbattere i pregiudizi non è mai cosa semplice, come amava sottolineare Albert Einstein (E’ più facile spezzare un atomo che un pregiudizio). E non mancano le polemiche di chi non vede di buon occhio l’apertura del nuoto sincronizzato agli uomini. Così ha commentato la novità Vitali Mutko, ministro dello sport russo:

E’ una cosa stupida e sbagliata. Non c’è mai stato nulla di simile nella storia delle discipline acquatiche. A mio parere, il nuoto sincronizzato è uno sport per sole donne.

Verrebbe da gridare “perché?” oppure “e allora?“. E’ vero: fino ad ora il nuoto sincronizzato è stato uno sport esclusivamente femminile. Ma perché non cambiare le cose? Chi mai si sentirebbe minacciato da una simile apertura?

Forse quegli uomini che hanno bisogno di un certo immaginario per continuare a sentirsi maschi, quegli uomini che sentono costantemente minacciata da ogni cosa la loro virilità (come se la loro virilità importasse poi un granché al resto dell’Universo). Mi domando – e conosco già la risposta – cosa pensano questi uomini super machi a tutti i costi di quei ragazzi dediti a hobby considerati prevalentemente femminili. Come l’uncinetto, ad esempio.

Tempo fa, una mia amica appassionata di uncinetto e lavori a maglia mi rivelò che ci sono tantissimi uomini che condividono la sua stessa passione. Non lo avrei mai immaginato: mi considero una persona abbastanza aperta mentalmente, eppure alcuni pregiudizi sono così ben radicati che si mettono difficilmente in discussione. Ho così scoperto, con mia grande sorpresa, che effettivamente tanti ragazzi sferruzzano e lavorano a maglia. E perché no, d’altronde?

man knitting

Esiste anche una comunità chiamata Magliuomini, per tutti i maschietti appassionati di maglia e uncinetto, che in passato ha anche organizzato raduni e che dispone di un gruppo Facebook in cui socializzare e condividere le proprie creazioni. Nel regolamento del gruppo, si legge:

In questo gruppo non ci sono pregiudizi sulle scelte, attitudini, orientamenti, origini, di tipo religioso, sessuale, etico, politico e/o razziale di alcun genere. Lo stesso resta quindi aperto a tutti coloro che vivono nel rispetto della volontà altrui, delle altrui scelte e delle altrui opinioni e che non impongono agli altri la propria volontà.

Immagino che molti uomini appassionati di uncinetto debbano scontrarsi spesso contro odiosi pregiudizi e a ben poco servirà loro citare nomi di personalità celebri che condividono la passione per i ferri (da Ryan Gosling ad Anthony Quinn, passando per Kaffe Fassett, Stephen West e Jared Flood).

Quand’è che abbiamo deciso all’unanimità che l’uncinetto è roba da donne, che un uomo che lavora a maglia è meno maschio di uno che scrive, dipinge, insegna o smonta auto?

Andare all’origine di certi pregiudizi è difficile, forse impossibile. Quel che importa, oggi come oggi, è che questi pregiudizi possano essere scardinati. Dal mondo dello sport alla quotidianità di ciascuno di noi, fatta di hobby e passioni personali.
Se stiamo costruendo un mondo che impara a fare i conti con le diversità di genere, i matrimoni gay e le famiglie arcobaleno, allora forse c’è speranza anche in un mondo in cui il nuoto sincronizzato e l’uncinetto non siano più una minaccia per la virilità dei maschi di tutto il Globo.

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