Twitter è uno strumento di comunicazione scadente?

Twitter è uno strumento di comunicazione scadente?

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La domanda che si è prestata, suo malgrado, a titolo di questo post non è una domanda retorica: Twitter è uno strumento di comunicazione scadente?

Forse non mi ero mai posto veramente il dubbio, almeno fino a quando non ho letto la nota con la quale Corrado Augias ha voluto spiegare la sua decisione di lasciare il social network cinguettante.

Secondo lo scrittore, Twitter “come strumento di discussione e comunicazione è scadente e anche come passatempo insoddisfacente“. Colpa di diversi fattori. In primis, di quella gabbia dei 140 caratteri, troppo pochi per esprimersi in maniera esaustiva. Colpa anche dei troll e dei bulletti della Rete, che si lasciano andare a insulti e volgarità, protetti spesso da quell’anonimato assai diffuso su Twitter. Ma forse la vera inadeguatezza rilevata da Corrado Augias è la frammentarietà, quella bulimia di commenti, parole, opinioni che rendono difficile l’approfondimento e il dialogo costruttivo.

Corrado Augias ha le idee ben chiare e sa quello di cui parla. Del resto, nella sua nota, ha centrato più volte il bersaglio. Il limite dei 140 caratteri è in effetti un ostacolo che più di una persona ha voluto scavalcare. In risposta alla brevità imposta da Twitter è nato anche un nuovo social, Medium, dedicato alla scrittura e condivisione di pezzi più lunghi e articolati. Non è un caso che Medium sia stato lanciato proprio da uno dei cofondatori di Twitter, Evan Williams, che forse meglio di chiunque altro ne conosce limiti e punti di forza. Quanto alla presenza di contenuti volgari e offensivi, non credo ci sia molto da dire: è una triste realtà sotto gli occhi di tutti, di cui abbiamo spesso parlato anche all’interno di questo blog.

Una infografia sulle buone maniere su Twitter

Corrado Augias non ha scritto nulla di nuovo nel suo messaggio di commiato da Twitter, eppure c’è qualcosa che mi ha impensierito. Ho sempre pensato che Twitter imponesse uno schema nuovo, un modello differente di comunicazione, basato sulla sinteticità e sulla velocità. Non ho mai dato un giudizio di valore, non mi sono mai veramente chiesto se questo modello è buono o cattivo, se questa comunicazione è efficace o scadente. Twitter è un pulpito, un buon palco dove salire per qualche secondo nella speranza di essere ascoltati da qualcuno. Mi rendo conto che spesso la comunicazione su Twitter è monodirezionale: lancio un messaggio ai miei follower, loro lo recepiscono e tutto finisce lì. Nel migliore dei casi si innesca qualche scambio di battuta, un confronto che può offrire spunti interessanti; ma nulla che assomigli veramente ad un dialogo. Augias ha definito rudimentali i contatti che si innescano su Twitter, il social dove i dialoghi sono appena abbozzati. Ci penso e ci ripenso, ripasso mentalmente la mia esperienza su Twitter in questi ultimi mesi e proprio non riesco a dargli torto.

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Eppure continuerò ad usare Twitter. Forse perché, in fondo, non ho mai nutrito aspettative diverse da questo social mordi e fuggi. Non mi sono mai aspettato veramente che fosse il luogo dei dialoghi attenti e degli approfondimenti. Probabilmente nessun social network può esserlo fino in fondo, perché c’è sempre una dose di dispersione dell’attenzione, c’è sempre in agguato un link che ti porta altrove. Lo sa bene Augias, che per questo rilancia l’appuntamento con i suoi lettori tra le pagine di un quotidiano.

Continuerò ad usare Twitter, perché ci scopro sempre cose nuove e notizie interessanti. Perché riesce sempre a strapparmi un sorriso e perché mi porta in luoghi che a volte non sapevo neppure che esistessero. Continuerò ad usare Twitter perché è una buona finestra sul mondo, un buon trampolino di lancio. Lo so, Augias ha ragione: è un luogo caotico e costruire dialoghi sensati è una sfida sempre più difficile. Quando ho letto alcuni commenti lasciati da alcuni utenti al suo tweet di addio, ho avuto la conferma che Augias ci ha visto giusto. Ma non tutto è da buttare, c’è ancora del buono per cui vale la pena twittare.

Forse Twitter è veramente uno strumento di discussione scadente, ma è un buon serbatoio di idee, notizie, contenuti e contributi. La riva di un fiume dove non si fanno buone chiacchiere ma si fa una buon pescato.

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