Trent’anni e un costume da bagno

Trent’anni e un costume da bagno

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Raramente mi chiedono quanti anni abbia e io ne sono felice. Quando lo fanno, e a seconda del livello di confidenza che ho con l’interlocutore in questione, rispondo 25 senza esitare e la gente il più delle volte ci crede. Sono felice anche di questo. Non ho paura della mia età, più che altro non me ne curo e il gioco del #Forevah25 mi diverte, perché abbandonarlo?

Ma nonostante i giochetti stupidi non dimentico mai a che generazione appartengo: una delle tante che ha cercato il proprio posto nel mondo crescendo con aspirazioni e la certezza matematica che sì, avrebbero potuto raggiungere tutto quello che desideravano e che poi, anni dopo, si è ritrovata a ragionare su come non proprio tutti i traguardi sono raggiungibili. Non sempre perlomeno. Per quanto ci provi certi traguardi sfuggono e non c’è niente che tu possa fare, ma spesso vengono sostituiti da altri traguardi, migliori o peggiori, non lo so, ma sicuramente diversi. La dinamica del fallimento fa parte del naturale ordine delle cose e non mi fa paura, anzi, mi affascina. Non a caso due dei libri che più ho amato in questo 2015 lambiscono il concetto e ne parlano in maniera delicata e struggente l’uno (Walter Tevis – L’uomo che cadde sulla terra), con una scrittura maestosa e un grande senso della dignità l’altro ( John Steinbeck – Uomini e topi).

A riunire il senso di fallimento, l’essere trentenni e la lotta quotidiana contro la disillusione e il senso di instabilità che ci rosicchia l’anima quotidianamente un progetto fotografico, Swimmers di Carla Liesching.

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Ritratti di trentenni in piedi, inermi, in costume da bagno in contesti avulsi, con l’espressione del viso vuota, silente, incerta.

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Sono fotografie significative, non perfette per certi versi, ma descrivono benissimo uno status generale, quello di una generazione non stanca, ma logorata e frustrata. Come quando ti ritrovi in posti che conosci senza gli strumenti adatti per vivere quel momento, quel contesto. Come quando sei su un tetto in costume da bagno e non c’è acqua per Km.

Sapeste quanto odio i costumi da bagno.

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(photo credits: Carla Liesching)

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