Social media e promozione sociale: il caso Sochi

Social media e promozione sociale: il caso Sochi

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C’è chi usa i social media per evasione e divertimento e chi li usa per lavoro. E poi c’è chi usa i social media per veicolare messaggi di promozione sociale.

La risonanza e la visibilità che i social network riescono a garantire ne fanno uno strumento perfetto per condividere messaggi di sensibilizzazione, che devono raggiungere quante più menti e quanti più cuori possibili. Basta un tweet ben scritto, un post ben strutturato, una foto o un video d’impatto. Il tam tam della rete saprà fare il resto, soprattutto se si riesce a fare leva su tematiche attuali che interessano una buona fetta dell’opinione pubblica.

Un esempio della forza dei social media nella promozione di cause sociali è offerto, in questi giorni, dagli avvenimenti di cronaca e attualità. I giochi olimpici invernali di Sochi hanno acceso i riflettori sulla società russa e, nello specifico, su quella che può essere considerata una piaga sanguinosa della Russia contemporanea: la discriminazione o persecuzione?della comunità LGBT.

Nel mondo della politica e della lotta per i diritti civili, c’è chi ha suggerito il boicottaggio dell’evento internazionale.

“Letta non vada a Sochi e incontri invece il giovane gay russo che ha fatto richiesta di asilo nel nostro Paese. Il nostro Paese, si renderà silenziosamente complice di un evento organizzato puramente per fare da vetrina al potere liberticida, xenofobo e omofobo del presidente russo”.

Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center

E c’è invece chi ha sfruttato i riflettori accesi sulla kermesse sportiva per lanciare un segnale di protesta simbolica contro le politiche omofobe e repressive del governo russo e per solidarizzare con la comunità LGBT russa (e internazionale).

La nazionale tedesca con la divisa rainbow alla cerimonia di apertura di Sochi 2014

La nazionale tedesca ha scelto di partecipare alla cerimonia d’apertura di Sochi 2014 con una divisa che richiama i colori della bandiera rainbow, simbolo della comunità LGBT.

E’ diventato virale nell’arco di poco tempo il video realizzato e diffuso dal Canadian Institute of Diversity, che utilizza un tono ironico per lanciare una provocazione gay-friendly: “Le Olimpiadi sono sempre state un po’ gay“. Sul solo canale YouTube dell’istituto canadese il video ha collezionato quasi 5 milioni di visualizzazioni, venendo poi condiviso e commentato su Facebook, Twitter, Pinterest e compagnia bella.

E sulla scia del simpatico video made in Canada, sono state realizzate e condivise numerose altre clip che giocano sul binomio sport/omosessualità e che hanno trovato nel web la fortunata spinta del passaparola. Uno tra tanti, il video “Airport love”, realizzato dall’azienda norvegese XXL, che produce materiale sportivo. “Non importa per quale squadra giochi, lo sport è per tutti”.

Sull’onda dello sdegno suscitato dalle notizie di cronaca provenienti dal mondo LGBT russo, sono nate poi vere e proprie campagne di sensibilizzazione online, che hanno scelto la Rete come terreno d’elezione e i social media come megafono collettivo. Una tra queste, forse la più famosa, è la campagna promossa dalla pop star Madonna in collaborazione con la sua “collega” Katy Perry. Il progetto è stato battezzato #GayPropaganda, con chiaro riferimento alle leggi russe contro la propaganda omosessuale. Su Art For Freedom, social media lanciato da Madonna in collaborazione con Vice Magazine, è stata pubblicata una serie di video con l’hashtag #GayPropaganda ed è stata lanciata una call to action, un invito a condividere foto, racconti e altri contenuti sul tema della propaganda gay e della discriminazione LGBT.

Facile immaginare come l’hashtag #GayPropaganda si sia facilmente diffuso anche su altri social media, come Facebook e Twitter, portando la campagna di sensibilizzazione ben oltre il confine di Art For Freedom. La stessa Katy Perry ha presentato su Twitter il video The Peace Sign, raggiungendo ovviamente un bacino d’utenza tanto vasto quanto la sua popolarità.

Quelli fin qui citati sono soltanto alcuni esempi che dimostrano quanto possano essere preziosi i social media per le iniziative di promozione sociale. A dimostrazione che il web 2.0 non è soltanto selfie e frivolezze. Come tutti gli strumenti, i social network sanno essere tanto virtuosi quanto lo sono gli scopi per cui vengono utilizzati…

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