Social media, politica e malcostume

Social media, politica e malcostume

SHARE
, / 1083 2

Il popolo della rete, quando vuole, sa essere veramente cattivo. Abbiamo già avuto modo di parlare, nel nostro blog, del lato cattivo del web e di come spesso la Netiquette venga calpestata dal malcostume digitale.

In questi ultimi giorni, due episodi hanno dimostrato come gli italiani non si sottraggano all’abitudine di dare libero sfogo ai loro più beceri pensieri, affidandoli al web sotto veste di insulto e invettiva.

Siamo nel campo della politica, un territorio di per sé scottante dove è facile che vengano al pettine i malumori collettivi.

Il primo episodio in  questione è il messaggio di fine anno che il presidente Napolitano ha diretto alla Nazione, tramite il consueto video diffuso in rete e in tv. Il video-messaggio, com’era facile prevedere, finisce anche su Facebook, condiviso da numerose testate giornalistiche e da molti utenti. Ed è proprio su Facebook che si assiste ad una sorta di linciaggio digitale contro il presidente. Al posto di torce e forconi, ci sono commenti offensivi lasciati con grande nonchalance a piè di video.

Commenti al discorso di NapolitanoIl secondo, triste episodio è il malore che ha colpito Pier Luigi Bersani, che il 5 gennaio è stato vittima di un’emorragia cerebrale. Sui vari social network non sono tardati ad arrivare i numerosi messaggi di solidarietà all’ex segretario del PD. Peccato che accanto ai  messaggi di solidarietà fioccassero anche commenti di esultanza. Da “Speriamo che ci resti secco” a “Io mi accontenterei che crepasse“, passando per un repertorio di cattivo gusto che sarebbe inutile sciorinare in questa sede.

Commenti al malore di Bersani

Ma che cosa ci succede? E’ vero: il mondo della politica è percepito, da buona parte dell’opinione pubblica, come la fonte principale di una grave crisi di Paese e di un malessere dilagante che tocca lavoro, economia, società e cultura. Il livello di frustrazione è alto, la rabbia anche. Ma esiste ancora, in rete, il limite del buon gusto e del decoro?

Non ricordo quale esperto di comunicazione consigliasse al popolo della rete di comportarsi sui social media esattamente come ci si comporterebbe davanti alle telecamere della televisione. Mi chiedo chi, in diretta tv, avrebbe il coraggio di violare l’articolo 278 del Codice Penale, commettendo “Offese all’onore o al prestigio del Presidente della Repubblica”: Chiunque offende l’onore o il prestigio del Presidente della Repubblica, è punito con la reclusione da uno a cinque anni.

Mi chiedo altresì chi, intervistato dai microfoni di un rotocalco, augurerebbe la morte a un noto personaggio politico, vittima di un grave problema di salute.

Non lo faremmo mai in diretta tv. E allora perché lo facciamo sui social network?

2 Comments

  • […] Il web è potere: il che vuol dire che non solo abbiamo un accesso all’informazione totalmente libero  e continuo, ma che siamo totalmente liberi di esprimerci sempre, si spera, nel rispetto delle normali regole del vivere civile e in armonia con gli altri (cosa che però non sempre è scontata, come vi abbiamo già raccontato qui). […]

  • […] da quando il Web ha dato a tutti la possibilità di condividere col mondo i propri pensieri, la politica è diventata oggetto di violente diatribe e accesi scontri verbali. Le deputate britanniche che hanno preso parte al progetto hanno ammesso […]

Lascia un commento

Your email address will not be published.

PASSWORD RESET

LOG IN