Quell’abitudine antica di scrivere a mano

Quell’abitudine antica di scrivere a mano

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In questi giorni ho letto, su molte testate, una notizia che mi ha lasciato un po’ dubbioso: in campo medico,  l’84% degli errori di prescrizione è dovuto all’utilizzo, da parte dei dottori, del corsivo. Un bel guaio, se è vero, come sostengono le statistiche, che questi errori di prescrizione costituiscono a loro volta il 50% degli errori sanitari.

Ho commentato questa notizia con alcuni amici medici, tutti concordi nell’affermare che queste stime sembrano davvero poco realistiche e prive di fondamento concreto. Non sono affatto un esperto del settore, ma a naso ho anch’io l’impressione che tra tanti problemi di malasanità che affliggono il nostro Paese, quello dell’utilizzo del corsivo non sia affatto la cosa più grave su cui concentrarsi.

medical alphabet

La notizia, tuttavia, mi ha fatto riflettere sull’uso della scrittura a mano libera nella nostra vita quotidiana, un’abitudine sempre più obsoleta, che spesso cede il passo alle alternative più moderne e digitali. Le cose sono cambiate in fretta: oggi carta e penna sembrano veramente fuori moda.

creative lettering and beyond

Creative lettering and beyond, un libro da collezione per i nostalgici appassionati della scrittura a mano libera 

Sono un po’ troppo vecchio per potermi definire un nativo digitale – e infatti appartengo alla generazione precedente – eppure mi accorgo che anche io sto velocemente perdendo l’abitudine alla penna. L’ultima volta che sono stato ad una riunione di lavoro, ho preso appunti su una semplicissima app del mio smartphone, aiutato in velocità dalla funzione di completamento automatico e supportato dalla possibilità di poter effettuare scatti fotografici e registrazioni audio in maniera pressappoco istantanea.

Non ce ne stiamo rendendo conto, ma la tendenza a digitalizzare ogni aspetto della nostra vita sta cambiando anche quelle che, inizialmente, sembravano abitudini basilari e semplicissime, come lo scrivere a mano libera. A conferma di questa tendenza, la notizia di quanto sta accadendo nella non troppo lontana Finlandia.

Dall’autunno 2016, gli studenti finlandesi a scuola non si cimenteranno con il corsivo a mano libera, concentrandosi principalmente sull’utilizzo dello stampatello.

Saper scrivere al computer è sempre più rilevante nella vita di tutti i giorni“, ha affermato Minna Harmanen, membro del Consiglio Nazionale dell’educazione finlandese. E infatti l’apprendimento dell’alfabeto e della scrittura, in Finlandia, avverrà attraverso strumenti digitali: tablet e computer diventeranno più importanti di carta e penna?

E’ importante che i bimbi imparino veloci la scrittura liquida, cioè sulle tastiere dei computer e sui touch screen. Sappiamo che si tratta di un cambiamento radicale, temerario, però bisogna tenere conto del fatto che nel quotidiano della vita dei bimbi, e nel loro domani da teenager e poi da adulti, la velocità della scrittura digitale è sempre più importante, per la loro formazione culturale e il loro avvenire professionale.

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La notizia, trapelata già nei mesi scorsi attraverso canali ufficiali, ha già fatto discutere parecchio. Nessuno ovviamente mette in discussione l’importanza sempre crescente del digitale nel quotidiano e nel mondo del lavoro, ma in tanti si domandano quali contraccolpi avrà una simile impostazione didattica nello sviluppo culturale delle generazioni future. L’abitudine al digitale non è sempre un bene, stando agli studi di Antonella Poce, ricercatrice e docente di pedagogia sperimentale al dipartimento di Scienze della formazione dell’Università Roma Tre:

Da un punto di vista educativo, la diminuzione della capacità di scrittura manuale appare spesso associata a una più limitata capacità di coordinamento percettivo-motorio: è come dire che si osserva una sorta di rottura del rapporto tra pensiero e azione.

Come spesso accade in questi casi, la quadratura del cerchio sembra difficile da trovare. Sembrano avere tutti ragione: sostenitori e detrattori. La tendenza crescente alla digitalizzazione sta avendo e continuerà ad avere conseguenze negative e conseguenze positive al tempo stesso e, di sicuro, lascerà l’impronta sulla generazioni future.

Domanda: la nostalgia verso le care lettere scritte a mano, l’attaccamento alla scrittura a mano, l’esercizio del corsivo sono dei meri anacronismi? Dovremmo cercare di salvaguardare quello che, a suo modo, rappresenta un patrimonio culturale e sociale o invece dovremmo assecondare l’onda inarrestabile del digitale?

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La grafologia, illustrata in una infografica della National Pen Company 

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