Alla scoperta di un nuovo social network: Medium

Alla scoperta di un nuovo social network: Medium

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La scorsa settimana ho letto con interesse l’articolo pubblicato da Sara Basciani (aka Midoriko) su Ninja Marketing, intitolato 8 social network da tenere d’occhio nel 2014. Tra le realtà emergenti che, secondo l’autrice, sono assolutamente da tenere d’occhio ce n’è una che mi ha incuriosito particolarmente: Medium.

Medium è una piattaforma di blogging dove lo scettro e il trono dell’attenzione spettano rigorosamente alle parole. Ogni utente, infatti, può scoprire e leggere i contenuti altrui e può al tempo stesso pubblicare i propri testi, previa consueta apertura di un account gratuito.

Io, che da sempre scrivo sia per diletto che per lavoro, non ho saputo resistere alla tentazione e ho aperto un account su questo nuovo social media. Ecco com’è andata…

A quote on Medium

Tutti hanno storie ed idee (Everyone’s stories and ideas): questo il payoff di Medium, che ha gettato benzina sulla fiamma della mia curiosità nascente. Un social media dove i veri protagonisti sono contenuti preziosi, come storie ed idee, suscita su di me un grande fascino. Ho cominciato a sbirciare alcuni articoli pubblicati dagli utenti attivi, raggiungibili direttamente dalla homepage del sito. Sono rimasto colpito dall’impaginazione degli articoli: titolo, sottotitolo, magari una bella immagine accattivante come copertina, e poi giù di parole. Fondo bianco e paragrafi, a volte intervallati qua e là da qualche immagine. Uno stile pulitissimo e senza troppi fronzoli, che strizza l’occhio al mondo dell’editoria di buona qualità. Ho avuto veramente l’impressione che tutto sia studiato per valorizzare al massimo il contenuto testuale. E non parliamo dei pochi caratteri consentiti da un tweet. Parliamo di storie, notizie, riflessioni che si concedono tempo e spazio necessari.

screenshot di un articolo su MediumHo avuto subito l’impressione che quello che distingue – e distinguerà – Medium dagli altri social media è la gestione del tempo. Per leggere o condividere un tweet bastano pochi secondi. Idem per un aggiornamento Facebook. Idem per aggiungere un pin alla propria bacheca virtuale. Idem per scattare una foto e condividerla con Instagram. Ma per scrivere un pezzo ben editato, curato nella forma e nei contenuti, per condividere su Medium un proprio racconto o un proprio articolo si ha necessariamente bisogno di più tempo. Così come si ha bisogno di più tempo per leggere i contenuti degli altri scrittori. Ed è questo l’aspetto di Medium che, al tempo stesso, mi affascina e mi preoccupa maggiormente. Medium dilata i tempi di fruizione di un contenuto online e, nella grande orologeria virtuale dei social network, va forse contro tendenza. Questo può essere il suo grande punto di forza, ma anche il suo limite.

A screenshot from Medium

Decido ad ogni modo di lasciarmi conquistare e apro il mio account. Lo faccio in pochi clic, sincronizzando il mio account Twitter al nuovo social media (credo che, attualmente, questa sia la sola strada percorribile). In pochi secondi il mio nuovo account è attivo e il mio profilo su Medium è già pronto: foto e descrizione sono importati automaticamente da Twitter. Possono comunque essere modificati in seguito. Provo subito l’editor di testo e scopro con grande piacere che è di una semplicità enorme. Basta un clic su “New story” e si apre la pagina bianca dove buttar già parole. C’è il campo per il titolo, quello per il sottotitolo, il campo per il testo, i pulsantini per l’immagine di copertina e le eventuali immagini a corredo del mio pezzo. Stop.

Non so ancora come userò Medium (ci pubblicherò qualche racconto?), perciò decido di lasciare l’editor e di dedicarmi alla ricerca. Inizialmente sono un po’ frustrato perché trovo solo contenuti in lingua inglese. Ma poi mi basta digitare sulla barra di ricerca “Italia” per scoprire i primi contenuti in italiano. Certo, sono pochi. Ma confido che nel tempo aumenteranno sempre di più. Provo con “cucina”, “calcio” e qualche altra chiave di ricerca in italiano e mi sento un po’ meno solo. Sorrido.

screen-shot-medium

Su Medium è anche possibile seguire gli argomenti di maggiore interesse e personalizzare la propria collezione di storie e notizie, creando così la propria personale edicola virtuale. Mi piace un sacco! Cercando qua e là in rete, scopro anche che su Medium è possibile scrivere a più mani un contenuto, rendendo social anche la genesi del testo di un racconto o di un articolo. E capisco perché, tramite l’editor di testo, è possibile non solo salvare una bozza, ma anche condividerla. Anche questo mi piace un sacco, e mi incuriosisce parecchio sapere quali frutti daranno gli esperimenti di scrittura collettiva su Medium.

Ora non mi resta che decidere quale uso fare di questa nuova, piacevole scoperta. “Tutti hanno storie ed idee”. Devo solo decidere cosa condividere in rete e… trovare il tempo per farlo.

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