Il mese della salute mentale: #mentalillnessfeelslike

Il mese della salute mentale: #mentalillnessfeelslike

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In America questo maggio 2016 è il Mental health month, il mese dedicato alla sensibilizzazione verso i temi della salute mentale e il filo conduttore è l’hashtag #mentalillnessfeelslike. La sensibilizzazione quest’anno, infatti, passa attraverso il racconto di quello che i più comuni disturbi della salute mentale, ansia, depressione, disturbi bipolari, psicosi, comportano nella vita di tutti i giorni e spinge alla condivisione col metodo più moderno che c’è, un hashtag. Cosa vuol dire vivere un attacco di panico? Cosa vuol dire gestire una situazione d’ansia? Cosa vuol dire essere depressi e andare avanti con la propria vita quotidiana nonostante tutto? Questo invito alla condivisione è un modo per combattere tutti i luoghi comuni che resistono ancora su questi temi, ma anche per gestire la paura e la sofferenza in coloro che ne soffrono. L’ansia, la depressione non sono colpe, né condanne a vita: si può imparare a conviverci, ci si può curare, si può migliorare la qualità della propria vita e stare meglio.

#mentalillnessfeelslike è un espediente come tanti, ma molto importante: si condivide la propria situazione, un passo avanti per molte persone che non sanno come affrontare il proprio disagio senza un aiuto esterno, si parla, ci si confronta per capirne di più e si fanno passi avanti per migliorare la propria salute mentale.

La campagna non lancia solo un hashtag, ovviamente, ma anche una pagina con le condivisioni degli utenti, e profili sui social network. C’è per esempio un profilo Instagram che condivide consigli utili e soprattutto, vignette, veicolo immediato di concetti chiave per la cura o il semplice sollievo. Il lavoro grafico è tutto di Gemma Correll, illustratrice e vignettista americana, che dell’ironia sulla sua ansia ha fatto uno dei suoi capisaldi comici.

Per il Mental Health Institute Gemma racconta cosa vuol dire avere l’ansia, sentirsi emarginati e vivere un attacco di panico. E fra le sue vignette una collezione di consigli e suggerimenti che ai più sembreranno scontati, ma che per un ansioso fanno davvero la differenza.

 


Le malattie mentali non sono una colpa, parlarne è il primo passo e farlo attraverso social network e vignette è una possibilità nuova, da cogliere al volo.

(credits: Gemma Correll)

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