Come si riconoscono le femministe? Come si riconoscono, invece, gli stupidi?

Come si riconoscono le femministe? Come si riconoscono, invece, gli stupidi?

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C’è un gran dibattere di femminismo nel web in lingua inglese, una sorta di risveglio collettivo che ha visto il suo picco nel coinvolgimento di molte personalità del cinema, della letteratura, della politica, tutte unite per una presa di posizione ferma e una maggiore consapevolezza sociale.

Ne abbiamo parlato in passato molto spesso qui nel Mammagallo Blog dedicando a questi temi una intera sezione, Femminismo 2.0, raccontando tutti quei risvolti che queste prese di posizione hanno sul web, tra social network e iniziative di varia natura.

Succede che in un anonimo pomeriggio primaverile un programma radiofonico americano inviti i suoi ascoltatori a twittare una opinione sul tema femminismo: #HowToSpotAFeminist, cioè come si riconosce una femminista?

A questo invito sono seguiti una valanga di tweet ignoranti, offensivi e poco divertenti e non me ne stupisco nemmeno. Oramai non mi stupisco più di niente.

 

Ma il buon senso trionfa sempre e quella che per qualche ora è stata l’incubo di ogni essere intelligente che si ritrova a leggere cose stupide su twitter, si è trasformata nella più bella delle rivincite con una valanga di tweet che puntualizzano cosa è il femminismo e cosa vuol dire essere donna nel XXI secolo.

Femminismo non è odio, non riguarda presunte manifestazioni di superiorità, né luoghi comuni sulla femminilità e sull’essere donna. Le femministe non hanno i baffi, come ha ipotizzato qualche uomo, non sono brutte, non formano una setta. Femminismo significa pari opportunità, stipendi adeguati alla professionalità, non al sesso. Femminismo significa libertà di poter essere donne senza limitazioni, violenze, costrizioni. Non si chiede troppo in fondo, no?

E cosa fa il bravo social media manager? Non solo individua il trend e non scrive stupidaggini o banalità, ma lo fa suo esprimendo la propria opinione promuovendo il proprio lavoro (cosa che non fa mai male). Un esempio? Einaudi editore che con una splendida citazione chiarisce la sua posizione e promuove un libro proprio sul femminismo di prossima uscita.

 

Essere social media manager significa anche questo. Bravi da Einaudi, w Chiamamanda Ngozi Adichie, w l’intelligenza, w il femminismo.

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