Reclaim the Internet: la campagna contro gli insulti online

Reclaim the Internet: la campagna contro gli insulti online

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Recuperare la vivibilità della Rete: è questo l’obiettivo della campagna Reclaim the Internet, lanciata da un gruppo di deputate britanniche di differenti schieramenti politici. Recuperare Internet significa sottrarlo dalle grinfie dei troll e dei violenti, zittire gli utenti che lanciano online messaggi di odio, di discriminazione, di disprezzo omofobo, razzista, misogino.

Perché nasce Reclaim the Internet? Semplicemente, perché ce n’è bisogno. Perché i comportamenti offensivi, discriminatori e minatori online sono molto più diffusi di quanto si possa immaginare.
Una recente ricerca ha monitorato l’utilizzo di parole offensive quali “scrofa” e “puttana” nei tweet pubblicati nel Regno Unito durante tre settimane dello scorso mese di aprile. L’indagine ha scovato ben 10.000 tweet offensivi rivolti a circa 6.500 persone. E stiamo parlando solo di tre settimane e di un solo social media, Twitter. Provate a immaginare il quadro della situazione se allarghiamo la visuale a tutto il web, durante tutti i giorni dell’anno.

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Un altro interessante spunto di riflessione ce lo offre il magazine The Guardian, che ha analizzato i contenuti offensivi e inappropriati tra i 70 milioni di utenti che hanno commentato gli articoli pubblicati dal 2006 sino ad oggi. Dei dieci giornalisti maggiormente insultati dagli utenti, otto sono donne e due sono di colore. Una mera coincidenza? Il Guardian ha dichiarato di aver censurato quasi un milione e mezzo di commenti perché violavano la netiquette imposta dal giornale.

Non è un caso che la campagna Reclaim the Internet sia stata proposta da un gruppo di deputate: da quando il Web ha dato a tutti la possibilità di condividere col mondo i propri pensieri, la politica è diventata oggetto di violente diatribe e accesi scontri verbali. Le deputate britanniche che hanno preso parte al progetto hanno ammesso di aver ricevuto minacce di morte e di stupro, commenti offensivi sul proprio aspetto fisico, insulti a chiaro sfondo sessuale. La deputata scozzese Tasmina Ahmed-Sheikhm ha sottoposto all’attenzione della polizia più di cento messaggi ricevuti nel corso degli ultimi mesi, di natura offensiva, razzista e sessista.

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Reclaim the Internet gode anche dell’appoggio di associazioni e organizzazioni del settore socio-culturale, nonché del più grande sindacato inglese di insegnati (NASUWT) che ha lanciato l’allarme: più della metà dei professori britannici vengono insultati online da parte degli alunni o dai genitori degli studenti. A dimostrazione del fatto che il problema della cyber-violenza è trasversale a molti settori.

Reclaim the Internet logo

Il logo di Reclaim the Internet

Reclaim the Internet ha lanciato online una piattaforma, un primo luogo di incontro e di confronto per tutti gli utenti che vogliono partecipare alla lotta contro gli insulti e la violenza online. Sul sito della campagna è possibile condividere idee ed interventi, raccontare esperienze personali e avanzare proposte per rendere la Rete un posto accessibile a tutti. Nello specifico, il lavoro della campagna sociale si muoverà verso alcuni obiettivi cruciali, come ad esempio la definizione puntuale del ruolo della polizia per determinare la gravità di un insulto online, e per determinare quando viene varcato il solco della minaccia e del crimine. O, ancora, l’individuazione delle responsabilità e delle funzioni di social network e piattaforme online, la definizione del ruolo di organizzazioni e sindacati, nonché dei comuni cittadini impegnati nella quotidiana lotta per un Internet pulito.

Tra gli obiettivi di Reclaim the Internet, uno importantissimo che merita une menzione specifica: l’educazione delle future generazioni. Educare i giovani e i giovanissimi al rispetto e al vivere civile è il primo, fondamentale passo per garantire una Rete – quella di domani – libera dalle brutture e dalle minacce che oggi come oggi sembrano così dure a sparire.

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Per maggiori informazioni sulla campagna e per prenderne parte, visitate il sito internet ufficiale, dove si legge una interessante spiegazione sulla nascita del motto Reclaim the Internet.

Il nome della campagna prende spunto dal movimento Recuperare la notte, del 1979/1980. In quegli anni, per far fronte al problema delle aggressioni notturne ai danni delle donne inglesi, venne mosso al cosiddetto gentil sesso il consiglio di non uscire di casa col buio. Con le marce di Reclaim the Night, le donne rivendicavano il loro diritto a recuperare la vivibilità della notte, per cercare una reale e concreta soluzione al problema della violenza. Perché la soluzione alle aggressioni notturne non può essere restare chiusi in casa, così come la soluzione al problema della violenza online non può essere disconnettersi dalla Rete.

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