I neologismi della rete: Meninist

I neologismi della rete: Meninist

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Se non ve ne foste accorti essere uomo nel XXI secolo pare essere molto complicato e la sensibilità di alcuni di loro ha portato ad un vero e proprio movimento, in America definito “Meninism”. Uomini che si sentono oppressi e minacciati dal femminismo.

Il movimento, reale o fittizio che sia, ha un profilo Twitter che è anche una parodia, ma che con le dovute valutazioni del caso, mi preoccupa un po’.

Se alcuni sanno interpretare le situazioni e cogliere lo spirito di una parodia, c’è tutta una schiera di uomini che invece del femminismo non ha capito un accidente (non che ci sia molto da capire in realtà), percepiscono realmente la sua minaccia e nel “Meninism” ci credono come fosse una religione.

La deriva della questione comprende anche t-shirt

un Tumblr 

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e un hashtag, #MeninistTwitter con qualche elemento divertente  

e un mare di misoginia e prese di posizione bizzarre. (Per approfondire: Men Are Calling Themselves “Meninists” To Take A Stand Against Feminism su Buzzfeed)

Già nel Dicembre 2013 la cosa era sfuggita di mano, tanto da richiedere l’intervento di uno dei fondatori del movimento nella sua versione satirica:

Feminism has it’s place in society. There are clearly women that are oppressed, as are those in varying ethnic groups, as well as people in the LBGT community. All of these groups have faced oppressed and are marginalized classes. The feminist movement, in particular, certainly makes society aware of the disadvantages of women specifically, and is an ideal that should be respected and further evaluated by those with limited knowledge.

Quanto è preoccupante che la satira in Internet prenda sempre la deriva che non si controlla? Ci sono argomenti su cui non si può scherzare?

Ma c’è sempre una luce nel tunnel, lo dimostra Upworthy, che in una serie di interviste chiede esplicitamente ad un gruppo di uomini “Cosa è il femminismo?

E tutti parlando di uguali diritti, stessi salari, rispetto della donna.

 “Ti definiresti femminista?” e la risposta pronta è “No, non credo proprio.

Ma quando poi l’intervistatore, uomo, specifica il significato della parola femminista e lo illustra tutti si rilassano e ci ripensano.

D’ora in poi mi definirò femminista.

No, femminismo non è un parolaccia, non c’è niente di cui avere paura cari uomini, ma attenzione alle parodie, non tutti sul web comprendono lo spirito di certe campagne e ne approfittano per dare sfogo alle peggiori intenzioni. E sarebbe davvero un peccato.

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