L’orrore di tutte le guerre in una sola foto

L’orrore di tutte le guerre in una sola foto

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La foto è del 2012, ma è solo nel 2015 che è diventata virale. Casualmente condivisa su Twitter, è del fotogiornalista turco Osman Sağırlı, ed è rimbalzata freneticamente su tutte le testate online, nazionali ed internazionali.

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Una bambina dal viso tondo, gli occhi grandi scuri e sgranati, i capelli dagli inaspettati riflessi chiari, le labbra serrate in una espressione tangibile di indecisione mista a terrore, e quelle manine piccole sollevate in alto ad indicare resa totale davanti a ciò che non conosce. La piccola ha visto il teleobiettivo del fotografo e nell’incertezza di ciò che le si è presentato davanti ha riconosciuto solo il nero freddo delle armi a cui è stata abituata, ha alzato le piccole mani da bimba e si è arresa. Esiste un mondo diverso dal nostro quotidiano, talmente diverso che i bambini di quattro anni non riconoscono le macchine fotografiche e agiscono d’impulso per paura del male che già ben conoscono. Niente sorrisi o sguardi incuriositi, solo terrore.

Il successo virale della foto è comprensibile: non c’è la solita componente voyeuristica del web, ma sincero stupore nel trovarsi davanti ad un paradosso. Non è tollerabile questo sguardo di terrore, è insopportabile realizzare la paura in cui vivono milioni di bambini, non solo questa piccola protagonista.

Questa foto è riuscita a colpire nel segno laddove avevamo fatto il callo. Quanti cercano di essere aggiornati sulla situazione in Siria? Quanti hanno idea di cosa succeda negli altri migliaia di territori funestati dalla guerra? Eppure mi ero sempre detta che non si può star dietro a tutte le cause, per quanto il cuore possa farti male a realizzare la verità di colpo, guardando solo una foto.

Questa è la società del tutto e subito, del nudo e crudo e niente ci impressiona più. Siamo diventati mediamente impermeabili alle immagini dei bombardamenti, della distruzione, persino alle foto dei rottami di un aereo che nascondono ciò che rimane di 150 persone morte nel terrore più puro. Perché impermeabili? Forse a causa della sovrabbondanza di informazioni a cui i giornali e il web ci hanno abituato, non si riesce a star dietro ad una notizia, che subito viene sostituita da altra urgentissima indignazione.

Eppure questa foto ci ha dato una scossa e ci ha riportati alla realtà. Non c’è giornalismo d’assalto che possa essere efficace alla stessa maniera, non saranno le trascrizioni fedeli degli ultimi istanti di vita dell’equipaggio di un aereo intero, precipitato per la volontà di un uomo qualsiasi, trascrizioni buttate lì, in pasto ad una opinione pubblica attonita e selvaggia. A vincere sono due occhi tondi magnetici, un caschetto di capelli lisci con inaspettati riflessi chiari e due manine incerte sollevate in aria per paura, perché la fantasia e la curiosità ti sono state tolte dalla guerra. E cosa sono i bambini senza curiosità e fantasia?

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