La mia debolezza social: il live tweeting televisivo

La mia debolezza social: il live tweeting televisivo

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Ognuno ha le sue debolezze, anche all’interno del mondo dei social network. La mia si palesa ogni giovedì sera, quando, in compagnia di un nutrito gruppo di amici, mi piazzo davanti alla TV per il live show di X-Factor e impugno il mio smartphone come se fosse uno scettro del potere. Il giovedì sera mi abbandono alla mia debolezza social: il live tweeting televisivo.

Non sono il solo, a quanto pare: il giovedì sera i tweet degli utenti che seguo sono pieni di zeppi di hashtag tipo #XF8, #xfactor, #xfactor2014 e chi più ne ha più ne metta. Fare parte di un gruppo coeso di accaniti commentatori mi conforta e mi diverte, devo ammettere. Ma non posso negare di sentirmi anche un po’ in colpa: un tempo ero dall’altra parte della barricata e so quanto possa essere odioso accedere a Twitter e leggere una sfilza di tweet monotematici, tutti incentrati su un programma televisivo che magari non guardi. E’ accaduto con Pechino Express o il Grande Fratello, ad esempio: c’erano sere in cui accedevo a Twitter e mi sentivo uno dei pochi internauti che non avevano passato la serata davanti alla TV.

#AskFactor

Tra gli hashtag lanciati da X-Factor, anche l’#AskFactor

Mi sento un po’ in colpa anche perché il mio live tweeting del giovedì sera è spesso improntato sul sarcasmo e sul cinismo. Ho notato una cosa: a molti commentatori social piace concedersi qualche momento di cattiveria gratuita. Via libera ai commenti al vetriolo, quindi. “Se quello che dici non offende nessuno vuol dire che non hai detto niente” scrisse un tempo qualcuno. E sembra che i social commentatori degli show televisivi prendano alla lettera questa massima.

Mentre guardo X-Factor e tweetto cattiverie qua e là mi chiedo se non sto facendo forse un uso sbagliato del social network: dovrei consacrarlo solo al lavoro? Dovrei farne un uso meramente professionale? In quei momenti il mio pensiero va a quegli utenti che il live tweeting lo fanno, sì, ma magari da conferenze o meeting professionali. Mi piace tuttavia alternare il serio col faceto, il professionale con il ludico. Penso che in un social network così vasto come Twitter ci sia spazio per tutto: per l’uso professionale e per l’uso personale. Tanto i tweet più seri e impegnati quanto i più scanzonati convergono in fondo verso un’unica direzione: il racconto di sé. Di certo la mia abitudine del giovedì sera giova allo show televisivo. Per X-Factor e per tutti gli altri programmi TV che si affidano al live tweeting, lo stuolo di commentatori social è decisamente prezioso: aumenta il numero di tweet e di interazioni sul programma, aumenta il numero di follower, crea quelle conversazioni virtuali che tengono desta l’attenzione del pubblico. Non a caso quasi tutti gli show televisivi hanno ormai un hashtag ufficiale, che viene utilizzato dagli spettatori più partecipativi per le interazioni social.

Che si tratti di un talent show come X-Factor, di una serie televisiva o di un programma di informazione, tutti i produttori televisivi hanno subodorato prestissimo l’importanza dei social network  e delle interazioni social, come combustibile per tenere sempre accesa la fiamma dell’interesse tra gli spettatori.

Ed io, il giovedì sera, mi infiammo facilmente. Tra un senso di colpa e una risatina cattiva.

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