Il linguaggio dell’utente medio

Il linguaggio dell’utente medio

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Mi è capitato di subire un disservizio pesante con la mia linea internet: sono stata senza connessione per quattro ore, in un pomeriggio frenetico di mail e siti web da consultare. Il vantaggio dell’era 2.0 è che dopo i numerosi tentativi falliti di chiedere informazioni al call center del servizio clienti, ho fatto una ricerca su Twitter e ho trovato la mia risposta in un secondo netto:

È in corso un disservizio sulla rete in Puglia. I nostri tecnici sono al lavoro per risolvere il problema al più presto.

Bello però trovare le risposte in twitter, niente attese e info subito a portata di mano. Ho retwittato, ma poi ho fatto l’errore di andare a leggere le risposte a quel tweet.

Prima regola del web 2.0: mai leggere i commenti Facebook delle news.

Seconda regola del web 2.0: mai leggere i tweet di risposta ai servizi clienti.

muovete il culo. Alle 19.00 se non ho la rete parte segnalazione all’AGCM.

vaffanculo bastardiiii merdeeeeeee mettete operatori italiani e siate più cortesi coglioniiiiiiiiiiii

Esistono davvero persone che, per quanto giustamente esasperate, si sognerebbero mai di dire all’operatore del call center: “muova il culo”? Perché allora su twitter lo si fa senza tante remore? Ma niente allarmismi, questi sono peccati veniali in confronto ai reali utenti medi.

Questo non è un post a favore di un servizio clienti, né contro l’utente medio di Twitter, questa è piuttosto una riflessione sul linguaggio che questo utente medio usa nei social network, nonché sul meccanismo secondo il quale se si è sul web (anonimi o meno) e si ha la facoltà di commentare e scrivere la propria opinione, ci si abbandona facilmente alla versione più scurrile di sé. Sul web ci si sente più liberi, più potenti e impuniti. L’utente medio si è autoregalato la libertà di insultare senza conseguenze, di prendere a male parole i servizi clienti, di commentare con cattiveria foto, testi, link, video. L’utente medio del web 2.0 crede di poter dire ad una donna “You look disgusting”, sei disgustosa, perché è una make up artist, ma non ha la pelle perfetta. L’utente medio crede di poter gioire della morte di un bambino di tre anni, perché così lo stato Italiano risparmierà quei soldi che gli avrebbero donato il futuro che meritava. Speriamo non li dia a lui, però.

Aylan

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