L’etica degli influencer

L’etica degli influencer

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Il web è potere: il che vuol dire che non solo abbiamo un accesso all’informazione totalmente libero  e continuo, ma che siamo totalmente liberi di esprimerci sempre, si spera, nel rispetto delle normali regole del vivere civile e in armonia con gli altri (cosa che però non sempre è scontata, come vi abbiamo già raccontato qui).

Un posto di potere speciale nel web contemporaneo ce l’hanno gli influencer, personaggi di ogni tipo che, secondo la definizione canonica, sono in grado di spostare l’opinione pubblica, capacità che attira soprattutto i brandChi sono questi influencer? Generalmente sono personalità esperte in un particolare campo, spesso sono blogger, a volte semplici opinion leader, persone comuni che si ritrovano ad avere un seguito più o meno corposo senza essere vip. L’esempio più semplice, come vi abbiamo menzionato prima, è quello dei blogger che diventano voci più o meno autorevoli in un campo specifico (che siano fashion blogger/beauty blogger/ travel blogger eccetera), si costruiscono un audience specifico e su questo, che vogliate crederci o no, esercitano un potere.

Ma se fino a poco tempo fa questo meccanismo era più spontaneo e libero, adesso sono entrati molti più fattori in ballo. Le aziende hanno riconosciuto questo potere e hanno scelto un numero sempre maggiore di blogger come testimonial. L’esempio più eclatante è quello delle beauty e fashion blogger che, con foto e recensioni, influenzano un corposo seguito di follower al punto che, parliamoci chiaro, un capo indossato da una fashion blogger può diventare una ossessione collettivaMa cosa rende un influencer attendibile? E quando, invece, scatta e diventa troppo evidente il meccanismo di vendita indiscriminata del proprio spazio? Si verifica sempre più spesso che gli stessi follower non tollerino più la continua esibizione dei regali delle aziende e automaticamente l’influencer perde di potere.

Un caso che ci ha fatto sorridere riguarda questo profilo Instagram, You did not eat that, cioè Tu non l’hai mangiato, una raccolta di immagini delle maggior influencer in ambito fashion e beauty che esibiscono cibarie di vario tipo.

Alcune lo fanno perché glielo chiede lo sponsor

 Etica degli influencer- Chiara Ferragni Magnum

Altre perché il dolce in questione è trendy

 Macaron

E poi c’è chi lavora sulle pose e il cibo è solamente un nuovo accessorio

 

e chi vuole solo dirci “Io mangio, ma non ingrasso”

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Ma la domanda è: l’hanno mangiato davvero o stanno fingendo per amore della loro web reputation? Non si tratta di capire chi mangia cosa, non voglio mica far discorsi sull’alimentazione, non mi riguardano, ma  voglio ragionare sugli influencer, cioè chi trasmette cosa e di che messaggio si tratta.

E’ eticamente accettabile che un influencer finga? E cosa definisce un buon influencer oggi come oggi?

 Ma la domanda più grande: esiste un’etica nel web o la finzione è concessa ed è all’ordine del giorno?

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