Il personal branding in una “Bio”

Il personal branding in una “Bio”

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Mi hanno sempre detto che la comunicazione è importante e che se non comunichi non sei o, più laconicamente, non esisti, soprattutto nel business. Ci ho creduto sin da subito e in più ho anche capito che se hai la presunzione di conoscere sempre e comunque qual è il modo giusto di comunicare sei finito già in partenza. Non ci sono regole del comunicare che non possano essere messe in discussione, non sempre tutto funziona come vent’anni fa e sapere comunicare sé stessi in maniera moderna e adatta agli strumenti contemporanei è già metà dell’opera. Facciamo un esempio che vi sembrerà banale, ma che vi farà riflettere.

Nel caso del personal branding è fondamentale imparare a comunicare la propria persona, il che non vuol dire riempire il web di selfie, perché poi i vostri follower si stancheranno, né dover per forza comunicare contenuti sempre sul pezzo, sempre nuovi, sempre prima di tutti, c’è anche una vita oltre il web. Saper fare personal branding significa, soprattutto, saper comunicare se stessi nelle piccole cose, nei particolari e, perché no, anche nella biografia di Twitter.

Lo so che state ridendo, soprattutto voi che Twitter non l’avete, ma riflettete con me: comunicare nella maniera corretta, soprattutto nell’ambito digital, implica presenza costante e appropriata, è vero, ma anche efficacia. In un articolo del sito CNN.com, che a sua volta citava un altro articolo del New York Times, si dice che la biografia di Twitter è una forma di arte postmoderna e noi ci crediamo perché per condensare una professione, una vita, una esistenza intera in pochissimi caratteri e risultare efficaci ci vuole davvero arte.

La migliore biografia Twitter pare sia quella di Hillary Clinton, che recita più o meno così: ”Moglie, mamma, avvocato, difensore di donne e bambini, senatore, segretario di stato, proprietaria di un cane, icona grazie ai suoi capelli, affezionata del tailleur, distruttrice di soffitti di vetro, ancora da definire”. Tutto e niente in poche parole.

E dopo un attenta analisi del mondo vip americano l’articolo ci propone anche un utilissimo Bio Generator per i momenti bui.

 Personal branding e twitter bio

E in Italia come ci si comporta? Le Bio migliori sono chiaramente di coloro che conoscono bene il digitale e il web marketing, non usano troppi hashtag, troppi link, troppe keyword e non sono autoreferenziali.

 Ma i vip? L’esperto Fiorello segue il modello Hillary e lo “sicilianizza”

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Lorenzo Jovanotti è serio e professionale, quasi impersonale oseremmo dire

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Bruno Vespa gioca la carta del patriottismo

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La Marcuzzi gioca la carta della simpatia

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Lapo Elkann addirittura elargisce consigli di vita

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Ale Cattelan si autopromuove

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Nichi Vendola è criptico

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 e infine Gigi che “filosofeggia” sull’amore e l’odio.

Personal branding e twitter bio

 

Per voi qual è la peggiore Twitter Bio italiana? Ma soprattutto, la vostra come è?

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