Il lato cattivo del web

Il lato cattivo del web

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Una delle prime parole che ho imparato del web è stata Netiquette, quella degli albori del web 1.0, quando gli unici elementi social erano le chat. Prendevo molto sul serio l’utilizzo del caps lock, non spammavo, facevo attenzione a scrivere sempre un oggetto intelligente alle mail, quelle che mandavo con Outlook e che addobbavo con gli sfondi preimpostati di Microsoft.

Col web 2.0, quello più social e potente, anche la Netiquette si evolve, come del resto si evolvono anche gli utenti, le piattaforme e il concetto di socialità e interazione tramite web. Quando si costruisce un’audience sui social network bisogna sempre mettere in conto che può capitare che compaia colui che della Netiquette non ha mai sentito parlare.

Ad oggi ho potuto catalogare mentalmente infinite tipologie di commentatori folli, troll da competizione, blogger sui generis che fanno dell’aggressività il loro credo. Il concetto chiave, allora, è proprio questo: quanta ostilità c’è nei social network e nel mondo web in generale?

bad web infografica Mammagallo comunicazione

Si può dire che il web modifichi le personalità? O semplicemente si tratta di freni inibitori che saltano grazie anche all’anonimato? Di certo ultimamente l’aggressività è diventato un modus operandi quasi legittimo sul web, sicura valvola di sfogo per il malcostume generale.

Il campo di battaglia più tormentato è sicuramente Twitter, dove la comunicazione è più veloce ed è facile trovare idoli provvisori (le cosiddette twitstar) il più delle volte feroci commentatori della vita quotidiana.

Due gli esempi più significativi.

Nel primo una furiosa Paola Ferrari, giornalista sportiva della RAI, decide di rispondere agli estenuanti sfottò della rete querelando Twitter, non il singolo utente, proprio Twitter e i suoi ideatori. E da lì una richiesta legittima si è trasformata in gigantesca caciara/crociata contro la censura.

Neanche i Vip americani possono ritenersi esenti dai tweet cattivi, ma, complice una maggiore dimestichezza col web come mezzo di comunicazione, ecco come reagiscono nella rubrica Celebrities Read Mean Tweets del celebre Jimmy Kimmel Live.

E allora come si fa a sopravvivere nella giungla del web? Semplice: non snaturatevi, rispettare la Netiquette e gli utenti con cui interagite e infine, la golden rule del web, “Don’t feed the troll”, ossia non alimentate le polemiche sterili dei provocatori di professione.

4 Comments

  • […] In effetti interagire sui social media non è così facile come sembra e trovare la giusta chiave per l’engagement e quindi l’interazione più proficua con altri utenti è una vera e propria sfida, servono belle idee, creatività e buone maniere. […]

  • […] quando vuole, sa essere veramente cattivo. Abbiamo già avuto modo di parlare, nel nostro blog, del lato cattivo del web e di come spesso la Netiquet venga calpestata dal malcostume […]

  • […] web è diretta espressione del mondo che viviamo, in pregi e soprattutto difetti, ma cosa caratterizza la scrittura nel web nella cultura moderna? Dato per scontato l’italiano […]

  • […] Mi piace sperare che i datori di lavoro intelligenti sappiano ancora distinguere la sfera privata da quella professionale. Perché, ammettiamolo, quello che la gente fa nel tempo libero non influenza o rispecchia necessariamente le perfomance in ambito lavorativo. La quadratura del cerchio, come sempre, è nel buon senso: quello dei datori di lavoro, che dovrebbero concentrarsi sulle potenzialità dei candidati senza giudicare il loro stile di vita, e quello degli utenti, che in quanto potenziali candidati dovrebbero forse contenersi nei modi, senza cedere alla volgarità e al cattivo gusto. […]

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