Essere i coach di noi stessi

Essere i coach di noi stessi

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Siamo bombardati quotidianamente, sul web e nella vita reale, da consigli di ogni tipo: coach che ci aiutano con la concentrazione, la produttività, la promozione del nostro lavoro e a loro si affiancano consigli puramente motivazionali, quel turbine di parole belle e ben photoshoppate per credere in noi stessi, trovarci sempre belli, bravi, magri, tonici ed efficienti.

Amo i consigli e le frasi motivational, li bramo, ma quando sono troppi tutti insieme perdono di valore e, alla fine dei conti, per quanti ne possa leggere tocca sempre a te fare la prima mossa. Amo anche leggere le esperienze altrui sulla procrastinazione patologica, sull’ordine, e la cosa mi aiuta a realizzare che non sono la sola ad avere una sedia/armadio, a rimandare più volte l’invio di una e-mail, ad evitare di mettere insieme i buoni propositi semplicemente perché poi mi sento peggio se non ne realizzo nemmeno uno. Se, però, nonostante l’entusiasmo continui a rimandare quella povera e-mail siamo di nuovo al punto di partenza e, ovviamente, la colpa non è mica dei migliaia di coach che si trovano sul web. Il primo passo è la consapevolezza, poi tocca a te muovere il mouse e cliccare su “Rispondi a quella benedetta e-mail”.

Ma cosa succederebbe se provassimo tutti a concentraci su un consiglio da darci come “coach di noi stessi” cosa ne verrebbe fuori? È il gioco che ha fatto Susan O’Malley, artista, curatrice, che ha raccolto le risposte che 100 persone fra i 7 e gli 88 anni hanno dato a due domande molto particolari:

What advice would you give your 8-year-old self? 

What advice would you give your 80-year-old self?

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Questi consigli, poi, sono apparsi nella città di San Francisco come installazioni d’arte per il progetto Community advice fino a quando, all’improvviso, Susan è morta nel marzo 2015. Il libro “Advice from my 80-year-old self” è la raccolta di alcuni di questi consigli in memoria di Susan e il suo lavoro.

photo credits: sfartscommission.org

photo credits: sfartscommission.org

Il libro dimostra come ognuno di noi sia potenzialmente saggio, ma semplicemente dimentichiamo di ascoltarci per poca fiducia o distrazione. I coach sono molto più comodi e ci sembrano più affidabili.

Ma che consigli vengono fuori da questa piccola indagine?

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Tutti si preoccupano di ricordarsi che è meglio viaggiare il più possibile prima che le ginocchia cedano, fare solo ciò che è importante per te, e il mio preferito su tutti: Art before dishes. Sì alla casa in ordine, sì alla casa pulita sempre e comunque, ma prima ancora ricordatevi di fare quello che amate, i piatti potete anche lavarli subito dopo.

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Sono commoventi e struggenti alcuni, altri spiritosi, ma tutti, a loro modo, molto pratici e reali: ci avremmo pensato tutti prima o poi, basta solo concentrarsi un po’ di più.

Cosa direi io alla me stessa 80-enne? L’ansia non serve.

Alla me di 8 anni? Non essere troppo dura con te stessa.

Il libro è acquistabile in versione e-book su Amazon Italia.

Approfondimento sul libro a cura di Brain Picking qui.

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