Eroine e cialtrone della settimana

Eroine e cialtrone della settimana

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Il bello (o brutto?) del web è che la tua reputazione può elevarsi al ruolo “eroe” o “idiota” in un battito di ciglia: basta un video, un tweet, un post, un po’ di sensazionalismo e qualche condivisione. La formula esatta per diventare fenomeno non esiste, ovviamente, ma la facilità con cui alcuni video diventano pubblici e condivisi, sui social soprattutto, è impressionante.

È bello, per esempio, che una donna possa avere la libertà di condividere un video sulla sua pagina Facebook e raccontare che è uscita, viva per fortuna, anche se molto acciaccata, da una relazione malata. Emma Murphy, una giovane mamma irlandese, qualche giorno ha preso in mano la sua videocamera e ha trovato la forza di raccontare gli avvenimenti dell’ultimo anno: i pugni ricevuti dal compagno, la paura per i suoi bambini, la salvezza dopo aver messo fine alla sua storia e il bisogno di condividere tutto questo non per esibizionismo, ma perché è vitale che ogni altra donna nella stessa situazione si renda conto che la violenza non è accettabile. Lo fa con un occhio nero, le lacrime agli occhi e stretta alla sua ritrovata libertà.

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Michelle Thomas, invece, è bella, usa Tinder e dopo una serata piacevole con un ragazzo conosciuto proprio sul social network per cuori solitari, riceve un suo messaggio: “Sei bellissima, mi piace stare con te, ma siccome non sei magra credo che non possa funzionare” (qui la mail completa). Michelle, ferita nell’orgoglio, risponde piccata e condivide tutto sul suo blog: nel giro di qualche giorno Michelle è diventata una eroina per le plus size. Non si giudicano le donne solo dall’apparenza fisica, non essere magra non vuol dire essere brutta, etc etc. Ma ha davvero senso diventare una eroina se rispondi piccata ad un rifiuto? Premesso che la motivazione così riccamente spiegata dal giovane uomo villano fa abbastanza ridere “Scusa, siccome sei grassa so già che non può funzionare, però tu sei stupenda eh”, ha senso applaudire una normale scaramuccia da una donna sveglia e intelligente e un uomo deluso da un paio di fianchi extra large? È una lezione, ma non è sufficiente per una campagna di orgoglio grandi forme.

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Ariana Grande è una cantante statunitense di origini italiane, un mese fa era diventata nuova eroina femminista per questo tweet

Qualche giorno fa un noto sito scandalistico ha pubblicato un video in cui la sopracitata Ariana che grida “Odio l’America, odio gli americani” e maltrattata un povero commesso di una pasticceria. Nessuno ricorda più l’Ariana femminista, ma solo la sua versione viziata, maleducata e rissosa. Il tutto nel giro di un mese. E poco interessa la sua difesa subito dopo.

La facilità con cui web e giornali sanno portarti sul piedistallo e poi affossarti senza pietà è sempre molto affascinante. La domanda, non fondamentale, mi rendo conto, ma interessante se ci pensate: han fatto troppo presto a darle lo scettro di femminista dell’anno o forse tutto in questo web di opinioni, prese di posizioni è terribilmente accelerato e poco logico?

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