Each Body is ready

Each Body is ready

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Sembrava la classica pubblicità estiva, una di quelle che ti si palesano prepotenti davanti agli occhi in metro nell’ora di punta: una modella dal corpo perfetto, un bikini succinto e la domanda incriminata “Are you beach body ready?”. Il tutto a pubblicizzare una marca inglese di integratori alimentari e sostituti proteici per la dieta. L’ho vista di persona questa pubblicità, gialla ed enorme nei tunnel della metro di Londra e ho pensato che sarebbe stata l’ennesimo cartellone ignorato da tutti. L’ennesima situazione in cui sentirsi inadeguate, cosa cambia dalle pubblicità di moda super sexy e ammiccanti?

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Eppure una reazione diversa c’è stata e ha preso vita su Twitter.

La compagnia Protein World continua placida a rivendicare il culto per il corpo perfetto con glutei e seni scolpiti di modelle e testimonial, come è normale che sia vista la mission dell’azienda.

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Nel frattempo le donne inglesi rivendicano l’idea che “Each body is beach ready”. Non importa la taglia o la tonicità dei tuoi glutei, il tuo corpo merita di andare al mare sempre e comunque.

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La compagnia non l’ha presa bene, lo si legge in questo articolo su bbc.com nel quale viene fuori l’argomento jolly, il classico delle campagne borderline sul bodyshaming: “Non bisogna giustificare il grasso, un corpo sano è un corpo in forma”. Chissà poi perché per un corpo sano e in forma dovremmo ricorrere ai frullatoni proteici, ma questa è un’altra storia.

Le risposte di altre compagnie che hanno cavalcato l’onda sono state formidabili, Carlsberg in primis.

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Il punto è: abbiamo davvero bisogno di un beach body? E perché ora ha così tanta importanza combatterne l’idea comune del corpo perfetto da bikini, dopo 30 anni di riviste femminile dedicate a diete, bikini, esercizi per tonificare? Cosa è cambiato con questa campagna di Protein World? Siamo davvero in un periodo di maggiore consapevolezza sull’immagine della donna oggetto, sul body shaming o trattasi di un temporaneo rigurgito dopo una indigestione di perfezione altrui?

Il ruolo più importante nella questione, a mio avviso, l’ha avuto la Advertising Standards Authority (ASA), l’autorità che regola la pubblicità in terra britannica, che ha eliminato la pubblicità, anche grazie alla sensibilizzazione di una petizione su Change.org invitando ad una maggiore responsabilità sociale nella comunicazione pubblicitaria. Mossa giusta, la missione corpo perfetto con l’aiuto degli integratori proteici deve essere scelta del singolo individuo, non legge condivisa per la perfezione. Non è censura, ma semplice buon senso.

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