Donne a 8000 metri

Donne a 8000 metri

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Ho visto Everest, film di Baltasar Kormákur dedicato alla sfortunata spedizione americana sull’Everest del 1996. In questa spedizione c’erano Jon Krakauer, giornalista e saggista, autore del libro da cui è tratto il film, Into thin air, ma anche di Into the wild, libro che ha ispirato il  fortunatissimo film omonimo; ma c’era anche Rob Hall, alpinista neozelandese e la sua Adventure consultants, società che all’epoca organizzava spedizioni commerciali sull’Everest per alpinisti non professionisti.

Senza svelarvi la trama nel caso abbiate ancora voglia di vederlo, non vi nasconderò il fatto che per tutta la durata del film continuavo a chiedermi

Perché? Perché lo state facendo? Perché andate di là che fa freddo, è pericoloso e potete farvi male?

Questo per tutti i 121 minuti del film, perché sono notoriamente una fifona e perché dell’alpinismo estremo ne so davvero poco.

Da quel giorno ho iniziato a documentarmi sulle spedizioni Everest, K2 e Seven summits, cioè le 7 vette più alte in ogni continente, a vedere documentari sul tema scoprendo un mondo incredibile e spaventoso. Provate, per esempio, a vedere K2 il sogno, l’incubo, sulla spedizione italiana sul K2 del luglio 2007, film documentario di Marco Mazzocchi.

Sebbene continui a chiedermi il perché lo facciano e consapevole del fatto che non lo capirò mai, continuo a cercare letture, immagini a immaginare cosa si può provare quando si è oltre gli 8000 metri e non si è sicuri se si riuscirà a tornare a casa. Con Everest ho scoperto il mondo della montagna, della sfida, del bianco accecante, dell’ossigeno che ti manca e ti sveglia di soprassalto nella notte perché credi di soffocare, di campi base e vette da raggiungere, di attese e lutti strazianti. Il massimo che sogno è di scalare il divano di casa, non temete, ma è bello provare panni altrui ogni tanto.

Nel mio peregrinare famelico di nozioni e avvenimenti ho conosciuto Emily Harrington, vista in alcuni documentari e live della National Geographic. Chi l’ha detto che l’alpinismo è per soli uomini? Emily è americana, è una alpinista professionista, ottima comunicatrice e usa i social network per raccontare le sue avventure, ma anche il mondo della montagna e degli sport estremi. Arrivata in vetta dell’Everest due anni fa circa, Emily ha pubblicato un selfie in alta quota e aggiornato i follower su tutte le fasi della sua spedizione.

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Ultimamente ha tentato la scalata al Makalu senza riuscire a completarla a causa del cattivo tempo. La montagna è spietata, se ti dice di no devi starla a sentire, ne va della vita tua e del team di scalata.

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Perché lo fa Emily? Perché si può essere donne in mille maniere diverse, anche a 8000 metri, zaino in spalla e una distesa di neve e ghiaccio davanti a te.

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(photo credits: Emily Harrington)

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