In difesa delle gambe delle donne

In difesa delle gambe delle donne

SHARE
, / 1356 1

L’ASA torna a prendere decisioni importanti e questo non sarà che il pretesto per porsi la solita domanda: quanto è importante nella pubblicità, nei social network, nella vita di tutti i giorni mostrare un corpo sano? Quanto, invece, è più conveniente un corpo omologato all’idea di bellezza comune?

Dopo la campagna “Are you beach body ready?”, l’Asa, cioè Advertising Standards Authority, l’autorità di controllo della pubblicità inglese, ha bloccato questa pubblicità di Yves Saint Laurent ritenuta irresponsabile nei contenuti: dopo tutte le campagne contro i disturbi alimentari e l’eccessiva magrezza, il mondo della moda ci ricasca in maniera abbastanza plateale.

Gambe scheletriche, modelle dall’aspetto pericoloso per un’audience di teenager non ancora sufficientemente preparate a gestire il dualismo tra il proprio aspetto fisico e quello che la moda suggerisce.

2

Il mondo della moda dimostra ancora di avere un bisogno ancestrale di magrezza estrema, quella al confine con la patologia, quella che sballa tutti i riferimenti delle giovani donne.
Ma è per caso che, contemporaneamente al ritiro di questa campagna, in America, a migliaia di chilometri di distanza, una ragazza di nome Stacey Baker crea un account Instagram e un blog per raccontare, fotograficamente, le gambe delle donne. Ma niente pose sexy, solo una parete e due gambe coi piedi diligentemente uniti. Ad apparire nel foto progetto di Stacey sono gambe comuni, belle, tonde, magre, colorate, scoperte, in posa, rigide, ognuna con la propria storia per celebrare la diversità. Non c’è un magro o grasso pericoloso, non ci sono super modelle o atlete di professione, solo gambe che potrebbero essere le nostre, quelle delle amiche, delle mamme, delle migliaia di passanti che vediamo ogni settimana e che posano senza tanti problemi, senza necessità di ammiccare, senza vergognarsi.

7 3 5 4

Ecco cari creativi di Yves Saint Laurent, lo sappiamo che il mondo della moda ha degli standard precisi, un immaginario complesso, nonché una storia alle spalle, e chi sono io per confutare tutto ciò? Facciamo, però, che nel vostro ideale rientrino anche gambe più piene, non sono quelle a rischio anoressia, che dite? Nel frattempo mi tengo le mie di gambe (non potrebbe essere altrimenti) e il massimo a cui aspirerò sarà uno paio di leggings come questi.

Grazie.

6

One Comment

Lascia un commento

Your email address will not be published.

PASSWORD RESET

LOG IN