This Body: una campagna body positive contro i cattivi del web

This Body: una campagna body positive contro i cattivi del web

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Qualche settimana fa il brand di abbigliamento americano Lane Bryant ha lanciato la campagna This Body con una idea di fondo di certo non nuovissima, ma della quale è sempre bene sentir parlare: plus size è bello. Le testimonial sono alcune modelle e attrici americane con taglia over 46: c’è Danielle Brooks, da Orange is the new black, e poi Gabourey Sidibe, famosa per il suo ruolo in Precious, Ashley Graham e Alessandra Garcia, modelle.

Se però in ogni campagna analoga prevale il buonismo a buon prezzo dei “Sei bella come sei”, “Ama te stessa” e frasi analoghe che dicono nulla e tutto contemporaneamente, in questo spot di Lane Bryant c’è spazio per una riflessione leggermente diversa: essere consapevoli di se stesse è più importante di essere belle.

Io sono bella a prescindere da ciò che mi dice la gente, sono bella perché piaccio a me stessa.

Ogni presa di posizione delle testimonial in ThisBody scaturisce da una frase scritta sui social media e a loro indirizzata. Perché, come sappiamo, il trend del momento è dare voce ai propri pensieri cattivi con commenti e argomentazioni di varia natura, il tutto sui social network, senza filtri e senza decenza. Deduco, quindi, che per l’utente medio sia assolutamente urgente dire ad una donna taglia over 46 che non va bene. E chi gliel’ha insegnata questa urgenza? E chi ha insegnato all’utente medio che oltre la 44 una donna è brutta e sta male? La società che ci chiede di essere perfetti e magri come nelle pubblicità di moda e beauty o la convinzione comune che avere un profilo sui social network dia il potere di essere onnipresente, onnisciente e superiore?

Alcuni esempi di frasi, stupide e agghiaccianti allo stesso tempo:

Nessuno dovrebbe sentirsi a proprio agio in una taglia 46.

Li vedete quei rotoli di ciccia?

Ma come fai a passare dalla porta?

Grosso non sempre vuol dire bello.

A queste frasi le protagoniste rispondono a loro modo, con ironia, perché qui il punto non è decidere se sono belle, brutte o malate, né è necessario essere d’accordo con loro.

La lezione finale della campagna

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La lezione di ThisBody è ancor più semplice: è un dovere lasciare la possibilità a tutte le donne di sentirsi bene con sé stesse, lasciarglielo esprimere in libertà e consentire loro di avere indumenti adeguati alle loro curve e non tendoni per mascherare i difetti.

Lo spot di ThisBody si rivela, allora, un piccolo manifesto spensierato per tutte le donne che hanno scelto, nella vita, la libertà di essere ciò che vogliono: magre o grasse, asciutte o curvy, senza doversi più preoccupare dell’opinione non richiesta, della superficialità e delle offese gratuite. Il corpo è mio e me lo gestisco io e nessuno potrà più dirmi come devo essere.

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