Calendario Pirelli 2016: femminismo vuol dire consapevolezza

Calendario Pirelli 2016: femminismo vuol dire consapevolezza

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Nell’immaginario collettivo il calendario Pirelli è quell’oasi fatta di fotografia eccellente e donne bellissime, provocanti e, per la maggior parte delle volte, nude. Esordisco con questa definizione spiccia e superficiale perché è quello che subito torna alla mente di tutti nominandolo: non importa quale sia il concept, il fotografo o la modella in questione, calendario Pirelli vuol dire bellezza provocante e sensuale.

Nell’edizione 2016, invece, pare che l’ondata di nuovo femminismo abbia bussato ai piani alti della Pirelli e il nuovo calendario, affidato ad Annie Leibovitz, ha cassato le modelle di professione, archiviando le pose provocanti, per raccontare una femminilità diversa, più moderna, più cerebrale. 

Le protagoniste del 2016 saranno, tar le tante, Yoko Ono, Serena Williams, Patti Smith, Amy Schumer, Tavi Gevinson, donne diverse dall’immaginario classico del calendario, eccellenti nel loro campo, ma paradossalmente più vicine al concetto di femminilità sincera, vera, reale.

Tavi Gevinson, per esempio, è una giovane autrice, ha soli 19 anni, blogger da quando era bambina e fondatrice di Rookie, un magazine americano per adolescenti che esce dai soliti schemi, dando spessore culturale ad una fase della vita trattata sempre con superficialità a colpi di poster e frasi da Cioè.

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Yoko Ono mostra le sue gambe da ottantenne con sguardo serafico e altero, il suo ruolo nel mondo nell’arte parla per lei.

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Amy Schumer, invece, è alla ribalta da relativamente poco, ma ha già fatto parlare di sé: ha fatto del femminismo un punto fermo della sua carriera comica e nel calendario si espone totalmente, andando oltre la percezione comune di corpo perfetto e bellezza. Credete veramente che un po’ di pancetta possa far paura ad una donna che ha ben altre cose a cui pensare?

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E poi c’è lei, da sempre una delle mie preferite, una Patti Smith essenziale che calamita lo sguardo su di sé. Patti è parte integrante della storia dell’attivismo del 20esimo secolo e la sua presenza in questo progetto è necessaria.

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Sulla Stampa titolano che il nuovo Pirelli celebra le donne toste, ma avrei preferito una definizione diversa. Consapevoli, queste donne sono consapevoli dei loro talenti e di quante pieghe e declinazioni possa avere la femminilità, non più solo sinonimo di sexy.

Non è un caso che questo calendario l’abbia scattato Annie Leibovitz e non è un caso che questo concept trovi strada nel 2015, ma chissà, dureranno o dobbiamo aspettarci un calendario di selfie per il 2017?

Nel frattempo è bello godersi questo sguardo diverso sul mondo femminile: i nudi non passeranno mai di moda, come la stessa Leibovitz ha dichiarato, ma la speranza è che il calendario Pirelli cambi per sempre con questa edizione. Come dice Tavi Gevinson, forse un corpo nudo non è più così rivoluzionario come si pensa. Magari la vera rivoluzione, aggiungo io, è imparare a prendere posizione, ma anche diventare consapevoli dei propri talenti, del proprio corpo, della propria femminilità e studiare sempre.

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